María Díaz è un’ingegnera IT e fa parte del team di NTT DATA Spagna, una delle principali realtà tecnologiche a livello internazionale. Il suo percorso professionale è il risultato di determinazione, passione e di una profonda convinzione: la tecnologia deve essere uno spazio aperto, inclusivo e accessibile a tutte le persone.
Fin dagli anni universitari, María ha vissuto in prima persona cosa significa crescere in un ambiente fortemente maschile, dove le donne erano una minoranza evidente. Un contesto che l’ha portata, come molte altre professioniste, a interiorizzare dubbi e comportamenti di adattamento. Con il tempo, però, ha imparato a riconoscere il proprio valore e a occupare il proprio spazio con consapevolezza.
In NTT DATA Spagna María ha trovato un ambiente che promuove attivamente parità di genere, inclusione, formazione continua e conciliazione tra vita professionale e personale. Un’azienda dove il leadership femminile è una realtà concreta, anche grazie a figure come Tatiana Mora, che sottolinea l’importanza di accelerare la crescita del talento femminile e creare spazi in cui le donne siano ascoltate e riconosciute.
Con questa intervista, María diventa la prima protagonista di PINK IT, la rubrica di Humans of Technology dedicata alle donne nel mondo tecnologico, con l’obiettivo di ispirare, dare voce e costruire nuovi modelli di leadership più umani e rappresentativi.
1. María, come ricordi i tuoi primi passi nel settore tecnologico? Cosa ti ha spinta a scegliere questa carriera?
Fin dall’inizio sapevo che la tecnologia era il mio percorso. Mi affascinava la possibilità di creare, risolvere problemi e contribuire allo sviluppo di soluzioni concrete. Anche se il contesto non era semplice, la passione è stata sempre più forte di qualsiasi dubbio.
2. Durante l’università ti sei trovata in un ambiente molto maschile. Che impatto ha avuto questa esperienza sulla tua sicurezza e sul tuo sviluppo professionale?
Ha avuto un impatto più grande di quanto immaginassi. In classe eravamo pochissime donne e questo ti porta, spesso inconsciamente, a parlare meno, a metterti in discussione o a temere l’errore. Solo col tempo ho capito che quei limiti non erano miei, ma del contesto.
3. Quanto è importante il tema dei modelli di riferimento femminili nel settore IT?
È fondamentale. Quando pensiamo ai grandi leader tecnologici, l’immaginario è ancora prevalentemente maschile. Ma esistono molte donne che guidano team, progetti e strategie complesse. Dobbiamo renderle più visibili per ampliare la percezione di cosa significhi leadership tecnologica.
4. C’è stato un momento chiave nella tua carriera che ti ha fatta crescere in modo particolare?
Sì, partecipare a un percorso di sviluppo personale e professionale è stato determinante. Mi ha aiutata a riconoscere comportamenti interiorizzati, come il bisogno di giustificarmi continuamente o minimizzare i miei contributi. Ho imparato che se sei in un ruolo, è perché te lo sei meritato.
5. Secondo te, quali caratteristiche dovrebbe avere oggi una leader IT?
Una leader dovrebbe saper ascoltare, creare fiducia e valorizzare le persone. La leadership non è controllo, ma responsabilità condivisa. Essere competenti è importante, ma lo è altrettanto l’empatia e la capacità di creare ambienti sicuri e inclusivi.
6. NTT DATA Spagna promuove attivamente valori di inclusione, parità e conciliazione. Come vivi questa cultura aziendale?
In modo molto positivo. È un ambiente dove puoi crescere professionalmente senza rinunciare alla tua vita personale. Le politiche di flessibilità, formazione e inclusione non sono solo dichiarazioni, ma pratiche reali che fanno la differenza.
7. Quali sono, secondo te, le principali barriere che le donne incontrano ancora nel settore tecnologico?
Molte sono invisibili: pregiudizi inconsci, mancanza di visibilità, domande inappropriate nei processi di selezione. La parità non riguarda solo l’accesso, ma anche la possibilità di evolvere senza dover dimostrare continuamente il doppio.
8. La conciliazione vita-lavoro resta una sfida aperta. Cosa serve davvero per migliorare?
Serve un cambiamento culturale. La conciliazione non è solo una questione femminile, ma collettiva. E serve anche imparare a mettere dei limiti: nessuno lo farà al posto tuo.
9. Qual è oggi il ruolo della tecnologia nella società, soprattutto con l’avanzata di AI, dati e cybersecurity?
La tecnologia ha un impatto enorme e deve essere guidata dalle persone. L’innovazione ha senso solo se è etica, responsabile e orientata al bene comune. Non possiamo perdere di vista la dimensione umana.
10. Cosa significa per te lavorare in un’azienda dove il talento femminile sta acquisendo sempre più visibilità?
Significa equilibrio. Sentirsi ascoltata, rispettata e valorizzata fa la differenza. Restare in un’azienda oggi è una scelta consapevole, non un’abitudine.
11. Dal tuo ruolo in NTT DATA, come contribuisci a progetti IT innovativi con un impatto positivo sulla società?
Attraverso progetti che mettono al centro le persone, la sicurezza e l’uso responsabile della tecnologia. L’innovazione non è solo tecnica, ma anche sociale: riguarda il modo in cui miglioriamo processi, servizi e qualità della vita.
12. Che messaggio vuoi lasciare alla community di donne TIC di PINK IT?
“Non abbiate paura di occupare il vostro spazio: la tecnologia ha bisogno di tutte noi. Quando una donna fa un passo avanti, apre la strada a molte altre.”



